Orto Collettivo a Genova: In Cosa Consiste?

Orto Collettivo si trova a Genova Cornigliano, Area Campi.
Sono 7 ettari, in cui i cittadini che hanno deciso di partecipare (sono state mandate 700 richieste, di cui 300 accettate), si dedicheranno alla coltura di questa terra, in cambio di Scec (un sistema di scambio locale): 7,5 all’ora, a loro volta spendibili per la verdura cresciuta. Inizialmente si sarà seguiti da tutors, che insegneranno ai novizi come agire.
.«Con i piccoli orti personali basta una settimana di malattia o di vacanza per mandare a monte mesi di attività- spiega Andrea Pescino- L’orto collettivo ha una differenza sostanziale: è un lavoro d’equipe, se manca qualcuno arriva un altro a svolgere lo stesso compito».
Ecco riportato il progetto:

OrtoCollettivo nasce da un’idea del “Comitato4valli”, un’associazione di coltivatori e allevatori che comprende, oggi, oltre 2200 iscritti e nutre il desiderio di vedere sviluppato sempre di più il modello di economia primaria.

-E’ un progetto che permette la persistenza nel tempo di un impegno anche solo “passionale” (poche ore ogni tanto) così come lo sviluppo pieno di una affascinazione che può diventare “mestiere”.ortocollettivo-H140723193327
-Con l’ORTOCOLLETTIVO si intende mettere a disposizione la secolare esperienza delle aziende che sono condotte, prevalentemente, da soggetti anziani e quei pochi giovani che si sono avvicinati al contesto, oggi soddisfatti della scelta, hanno mostrato molto coraggio, avendo dovuto superare l’ostacolo mediatico che svolgeva l’attività di denigrare, squalificandolo, un “lavoro artistico” (questo chiede il terreno!) che disturba in maniera rilevante la GDO (Grande Distribuzione Organizzata).
-Nella sostanza si tratta di avvicinare soggetti interessati ad assumere i contenuti di una filosofia esistenziale estremamente naturale, i cosiddetti “rituali del passaggio” che la Natura ci insegna, e poi tradurli in partecipazione COLLETTIVA alla dimensione operativa del singolo contadino.
-Si tratta, in sostanza, di partecipare alla produzione di beni naturali dei quali si ha la piena consapevolezza della “alta qualità”, essendone direttamente partecipi.
-Significa avvicinarsi ad una modalità esistenziale nelle ore disponibili, poche o tante che siano, con il supporto di esperienze solidissime (non ci sono “professori” nel progetto, ma “maestri”; non si tratta di sterili teorie ma di valori esperienziali enormi disponibili che NON DEVONO ESSERE PERDUTI).
-Non c’è alcunchè da pagare, ma solo da operare con soddisfazione e risultato reale (che è alla portata di tutti!)
-Una volta definito il numero dei partecipanti possibili, verranno stabilite le compagini operative (in relazione alla disponibilità di tempo, al luogo di domicilio, alle capacità possedute ecc.) che condurranno gli appezzamenti di terreno in via di definizione per dimensione e localizzazione.
-Il risultato da raggiungere è: “Più persone, sommando le loro ore di disponibilità, eseguono su un determinato appezzamento di terreno, le medesime operazioni che svolgerebbe un contadino che, com’è noto: -vive sulla terra-.”
-Ai primi aderenti era stato spiegato che I raccolti verranno poi suddivisi in quota corrispondente al “diario dell’orto” (documento di organizzazione e valutazione) tra i componenti delle varie compagini, ma ora, con l’avvio dell’uso dello SCEC (vedi pagina) le ore di applicazione all’orto avranno il valore di 7,5 SCEC che saranno consegnati settimanalmente ai partecipanti affinchè possano scambiarli in una fase successiva con i prodotti dell’orto o delle altre componenti del sistema (prestazioni, beni, servizi).
-Per ogni chiarimento ulteriore gli interessati possono fare domande nella pagina dedicata allo scopo (domande frequenti) utilizzando lo spazio: “commenti”. Subito dopo comparirà la risposta tra le DF.

Per l’iscrizione, che è gratuita, occorre spedire una e-mail a ass.comitato4valli@gmail.com. Successivamente si riceve in risposta il modulo d’iscrizione. Per saperne di più clicca qui.
Fonti:
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Quanti tipi di frutta conosci?

Corbezzolo FruttoLa varietà di alberi e di frutti sono davvero infinite e vanno molto al di là della solito casco di banane comprato al supermercato. 

Allora come fare? Bisogna andare ai tropici? No, non è necessario. In piena città, nei parchi, nelle stradine di perfieria…Inizia a guardarti intorno e scoprirai molte piante interessanti, che magari prima d’ora non avevano attirato la tua attenzione. 

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(presto ne verranno pubblicati di nuovi sui vari tipi di alberi e frutti piu o meno conosciuti)

Mirabolano: metà ciliegio, metà susino

 


Informazioni generali

Mirabolano Frutti sull'albero

NOME:  Mirabolano, anche detto Rusticano e  Amolo. Il suo nome latino
è  Prunus Cerasifera, mentre in inglese viene chiamato Cherry Plum Tree.

ORIGINI:  è un albero selvatico originario del Caucaso e dell’Asia occidentale, poi introdotto in Europa. Molto adattabile, cresce  di solito in posizioni aperte e marginali al bosco, prediligendo suoli asciutti, di media fertilità.

CLASSIFICAZIONE : appartiene alla famiglia delle Rosaceae, così come il ciliegio, il susino e molte altre piante da frutto.

COLTIVAZIONE: Si può coltivare direttamente dal seme, essendo una specie selvatica e perfettamente in grado di propagarsi in modo naturale. I noccioli vanno seminati in autunno, dopo alcuni mesi di stratificazione, per vederli germinare nella primavera seguente. Si ottengono risultati soddisfacenti anche interrando talee ricavate da legno di 2 anni. 

 

Come riconoscerlo

ALBERO:Mirabolano Prunus Cerasifera Alto fino a 6-7 metri, a fusto eretto, a volte contorto così come le sue ramificazioni, diviso e ramificato fin dalla base o in alto. Il tronco snello, diritto poi sinuoso e nodoso, presenta una scorza liscia nei giovani esemplari, ruvida e solcata in quelli adulti e di colore brunastro. Rami lunghi, divaricati, con presenza di rametti corti trasformati in spine.

FOGLIE: Foglie decidue semplici, di forma ovoidale-ellittica, con il margine seghettato e una nervatura ben marcata. Sono lunghe 5-7 cm e compaiono dopo la fioritura. Tipicamente sono di colore verde intenso ma sono state selezionate varietà ornamentali a foglia rossa (cultivar Pissardi).

Mirabolano Foglie

FIORI: I fiori solitari, che si sviluppano in marzo-aprile su peduncoli di 1 centimetro, sono larghi più di 2 cm e hanno petali bianchi (rosei nella cv. Pissardi) e stami a filamento più o meno violaceo.

cherry plum flowersprunus_cerasifera_var_pissardii_I17437P61716

FRUTTI: I frutti sono drupe sferiche larghe fino a 3 cm, con epidermide liscia. Possono essere di due tipi: gialli oppure rossi (in quest’ultimo caso diventano molto piu scuri e compatti con la maturazione).Acquoso e acidulo, più dolce  e buono se raccolto ben maturo.

Cherry-plums-yellowMirabolano Frutti raccolti

Mirabolano Frutti albero 2Mirabolano Frutto singolo

 

Curiosità e utilizzi

Prunus_cerasifera_Pissardii_1_webLa varietà Pissardi (dalle foglie rosso-porporine e fiori rosei) viene utilizzata come pianta ornamentale, in special modo per le alberature urbane. Importanza particolare riveste anche l’impiego della specie come portainnesto per diverse rosacee fruttifere (è per via della sua resistenza che viene detto “rusticano”). Utilizzato anche  come pianta da siepe, si può creare un bel contrasto di fogliame alternando alberi a foglia verde e rossa. Non si sa di preciso quando il mirabolano venne introdotto da noi, ma alcuni ipotizzano che fosse gia presente sin dall’epoca dei romani. 

I vari usi, la rusticità e l’abbondanza dei piccoli frutti, antichi e poco conosciuti, la rendono una specie molto interessante. Un albero da riscoprire e diffondere.

 

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Fonti delle informazioni: http://www.agraria.org/ ; http://www.saperesapori.it/ ; http://boscodidattico.provincia.cremona.it/; Wikipedia